25 Luglio 2026 - 17:11:09
di Marianna Galeota
«Abbiamo letto con stupore le dichiarazioni del sindaco Biondi e dell’assessore Taranta in merito al metanodotto Linea Adriatica. Nella nota in cui annunciano il rilascio, da parte degli uffici comunali, del nulla osta, sindaco e assessore parlano di una comunicazione che ‘conclude un iter di verifica avviato per dare seguito anche agli indirizzi del Consiglio comunale’, in riferimento all’ordine del giorno approvato all’unanimità lo scorso 13 maggio».
Lo scrivono in una nota la consigliera Simona Giannangeli, capogruppo di L’Aquila Coraggiosa
ed Emanuele Amadio, L’Aquila Coraggiosa e No Snam L’Aquila precisando come l’indirizzo del Consiglio comunale sulla questione non sia stato rispettato.
«Forse sindaco e assessore dimenticano quanto scritto nell’ordine del giorno, in particolare nell’emendamento scritto e sostenuto dagli stessi consiglieri di maggioranza. Riportiamo testualmente: ‘richiedere in modo dettagliato e documentato circa lo stato reale delle certificazioni relative ai materiali e alla sicurezza del metanodotto, e l’effettiva disponibilità e verifica dei certificati tecnici richiesti dalle normative di settore, legate alle certificazioni autorizzative e a condividerle con il Consiglio Comunale, anche per il tramite della Commissione Comunale competente – aggiungono – Questo era l’indirizzo del Consiglio Comunale che, chiaramente, non è stato rispettato. La conferma è arrivata durante una delle ultime sedute della Commissione Vigilanza in cui, dalle dichiarazioni dell’Assessore, è esplicitamente emerso che tali documentazioni non erano state richieste. Durante la stessa seduta è emersa anche la mancata volontà da parte dell’Amministrazione di chiedere chiarimenti su altre questioni, a partire dal presunto trasporto di idrogeno di cui Snam parla già da alcuni mesi a questa parte».
«Magari è solo una suggestione, ma leggendo articoli su quotidiani nazionali rilevanti e carte diffuse dalla stessa Società la domanda sorge spontanea. Perché il Comune dell’Aquila ha quindi deciso di sottrarsi dal suo ruolo di monitoraggio su un progetto così impattante per il territorio, rifiutando di chiedere chiarimenti di questo tipo finché ne aveva la possibilità?», proseguono.
«Il sindaco Biondi e l’assessore Taranta, dunque, non dicono il vero – concludono – Non è stato dato alcun seguito agli impegni presi in Consiglio Comunale, non c’è stata nessuna verifica attenta sul progetto e sulle relative ottimizzazioni, non c’è stata la richiesta del progetto originale dell’infrastruttura, da cui si sarebbe dovuto partire per studiare le modifiche approntate oggi. Non c’è stato, insomma, il minimo rispetto verso la comunità che chiedeva chiarezza rispetto alla vicenda del metanodotto. Non c’è stata la capacità di essere all’altezza del proprio ruolo istituzionale».
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