16 Settembre 2026 - 13:41:39

di Marco Giancarli

«Quella che si è svolta in Commissione è stata una discussione unitaria, con tutte le forze presenti, i sindacati, Tecnocall e Hera Comm collegata in videoconferenza. Ma proprio per questo, di fronte alle parole pronunciate da Hera Comm, la preoccupazione e la mobilitazione non possono che aumentare». Lo dichiarano le consigliere e i consiglieri di opposizione- Stefania Pezzopane, Paolo Romano, Stefano Albano, Simona Giannangeli, Enrico Verini, Gianni Padovani, Lorenzo Rotellini, Alessandro Tomassoni, Massimo Scimia ed Emanuela Iorio – intervenendo sulla vertenza Tecnocall dopo la seduta della III Commissione consiliare, riunitasi a seguito della richiesta di convocazione dell’organismo consiliare proprio da parte dei rappresentanti del centrosinistra in Consiglio comunale.

«Abbiamo ascoltato una posizione estremamente netta da parte di Hera Comm – prosegue la nota – che ha dichiarato di non avere, allo stato attuale, lavorazioni da poter affidare a Tecnocall e ha indicato come unica possibilità quella di esaminare i curricula dei lavoratori per eventuali opportunità in altre sedi, anche fuori dall’Aquila. È una prospettiva che non possiamo accettare. Per questo occorrono due iniziative precise: aprire un nuovo tavolo con la Regione Abruzzo e il Governo per affrontare questa crisi e individuare una soluzione concreta, e lavorare a una soluzione legislativa, come è già avvenuto in altre occasioni, attraverso l’estensione della clausola sociale anche a chi lavora nelle commesse del mercato libero».

E anche la Regione, come da richiesta, fa la sua parte: sulla vertenza è stato convocato per il 1° ottobre prossimo un tavolo nella sede della Regione a Pescara.

«Siamo stati chiari sul fatto che qui non stiamo parlando semplicemente di singoli curricula o di persone che possono essere spostate da una città all’altra come se nulla fosse. Stiamo parlando di 59 lavoratori, di 59 famiglie, di persone che hanno costruito la propria vita e il proprio futuro all’Aquila. Pensare che possano trasferirsi al Nord, lasciando qui famiglie e figli, con gli stipendi che percepiscono, non è una soluzione credibile».

«Ci chiediamo come sia possibile che un’azienda delle dimensioni e del prestigio di Hera Comm non riesca a individuare una soluzione per 59 lavoratori. L’Aquila si è presentata unita, attraverso le istituzioni e le organizzazioni sindacali, per chiedere che questa vertenza venga affrontata con serietà e responsabilità. Non stiamo chiedendo un favore, ma che vengano ricercate tutte le possibilità per salvaguardare il lavoro e la presenza di Tecnocall sul nostro territorio».

«Qui è in gioco anche la credibilità di Hera Comm – concludono le opposizioni – che è un’azienda di rilievo nazionale e internazionale. Non si può pensare che la risposta a una vertenza come questa sia semplicemente: valutiamo i curricula e vediamo chi è più competente per una sede a Imola, Torino o in un’altra città. 59 lavoratori non sono pacchi da spedire al Nord. L’Aquila è unita nella loro difesa e continueremo a chiedere che Hera Comm faccia la propria parte, insieme a Tecnocall, ai sindacati e alle istituzioni. La discussione non è affatto conclusa: continueremo a incalzare tutti i soggetti coinvolti perché si arrivi a una soluzione concreta, che consenta ai lavoratori di continuare a vivere e lavorare nella loro città».

Sulla questione è intervenuto anche il presidente della III Commissione consiliare Fabio Frullo che ha detto: «Prendiamo atto della disponibilità manifestata da Hera Comm a valutare individualmente i curricula dei 59 dipendenti di Tecnocall, ma ritengo che questa non possa essere considerata una risposta adeguata alla gravità della situazione che si è determinata».

«Non siamo di fronte a una semplice ricerca di nuove opportunità professionali – prosegue Frullo – ma al rischio concreto di perdere un’attività produttiva e 59 posti di lavoro sul territorio aquilano. L’eventuale esame dei curricula dei singoli lavoratori non può rappresentare la soluzione a una crisi che deve essere affrontata nella sua dimensione collettiva, industriale e territoriale».

«Prendiamo atto – aggiunge – di quanto dichiarato da Hera Comm circa l’assenza, allo stato attuale, di ulteriori lavorazioni da affidare. Proprio per questo, però, è necessario mettere in campo uno sforzo ulteriore e individuare tutte le possibili alternative. L’obiettivo deve essere quello di mantenere Tecnocall all’Aquila e salvaguardare l’occupazione di tutti i 59 dipendenti, verificando la possibilità di acquisire nuove commesse, mantenere o ricollocare lavorazioni sul territorio e costruire una prospettiva stabile per l’azienda e per i suoi lavoratori».

Secondo Frullo, «serve un’assunzione di responsabilità da parte di tutti i soggetti coinvolti. Per questo ritengo indispensabile convocare rapidamente un tavolo istituzionale che coinvolga Hera Comm, Tecnocall, le organizzazioni sindacali, il Comune dell’Aquila, la Regione Abruzzo e il Governo nazionale. Ciascuno, nell’ambito delle proprie competenze, deve contribuire concretamente alla ricerca di una soluzione».

Da parte sua, il Gruppo Hera ha tenuto a chiarire la sua posizione, precisando che «i 59 lavoratori oggetto della vertenza sono dipendenti regolarmente assunti dall’Azienda Tecnocall, che terminerà la propria commessa in Hera nel marzo prossimo, come previsto contrattualmente».

«Nel maggio 2024, Tecnocall si aggiudicò la gara bandita dal Gruppo Hera per l’attività di customer care dei clienti energia elettrica appartenenti al cosiddetto mercato a tutele graduali domestiche (riservato ai clienti non passati a offerte a mercato libero), che vede Hera Comm gestore per tutte le provincie abruzzesi. Tale mercato, in base al D.L n. 19/2025 (noto come “Decreto Bollette”, poi convertito nella Legge n. 60/2025) terminerà il prossimo 31 marzo 2027 e proprio per tale ragione la gara vinta nel 2024 da Tecnocall aveva già un orizzonte triennale, ben chiaro per tutti i soggetti coinvolti nel servizio».

«Con la fine delle tutele graduali domestiche, i clienti che vorranno rimanere con offerte a mercato libero Hera saranno gestiti dai canali di customer care già operativi e dimensionati per la totalità dei clienti Hera e affidati attraverso le procedure competitive previste per legge».