29 Aprile 2026 - 15:31:41

di Martina Colabianchi

Il Consiglio comunale, con 17 voti favorevoli e 9 contrari, ha approvato il rendiconto della gestione 2025.

Il documento evidenzia un risultato di amministrazione positivo pari a 22.989.743,31 euro e conferma il pieno rispetto degli equilibri di bilancio. Gli indicatori principali restituiscono un quadro chiaro: l’equilibrio di competenza si attesta a 7.268.361,80 euro, quello di bilancio a 3.448.526,77 euro e l’equilibrio complessivo a 1.899.024,72 euro, a testimonianza di una gestione prudente e sostenibile.

Tra i dati più significativi emerge il netto miglioramento nei tempi di pagamento: rispetto ai 93,85 giorni registrati nel 2017, al 31 dicembre 2025 l’indicatore si attesta a -4,18 giorni, con pagamenti effettuati mediamente in anticipo. Nello stesso periodo si registra anche una riduzione del 40 per cento del debito commerciale residuo.

Sul versante delle entrate tributarie, cresce in modo rilevante la capacità di riscossione. L’Imu passa dai 10.214.775,15 euro del 2017 ai 18.548.743,58 euro del 2025 (+81,59%), mentre la Tari raggiunge 14.653.438,02 euro, rispetto ai 9.109.060,31 euro del 2017 (+60,87%).

Prosegue inoltre la riduzione dell’indebitamento: il debito verso gli istituti di credito scende da 54.187.806,49 euro a 18.298.109,32 euro, con una contrazione complessiva del 66,23 per cento.
Il rendiconto mette inoltre in evidenza la capacità dell’ente di sostenere investimenti e accompagnare lo sviluppo del territorio. Il Fondo pluriennale vincolato si attesta a 207.553.988,14 euro, destinato in larga parte a opere pubbliche e programmi infrastrutturali.

I numeri dei singoli settori confermano la capacità dell’Ente di tradurre la programmazione in azione concreta: oltre 21,4 milioni di euro di accertamenti per Opere Pubbliche e Patrimonio, residui superiori a 162 milioni, circa 13,7 milioni per le politiche sociali e 16,8 milioni di euro per i progetti di rilancio e il programma Restart.

«Con l’approvazione in Consiglio comunale si chiude un passaggio fondamentale che certifica in modo definitivo la solidità del Comune dell’Aquila» dichiarano il sindaco, Pierluigi Biondi e l’assessore al Bilancio, Raffele Daniele. «I numeri dimostrano che la direzione intrapresa in questi anni è quella giusta: abbiamo rafforzato gli equilibri, migliorato la capacità di gestione e restituito all’Ente credibilità e affidabilità. Il risultato, per il quale ringraziamo anche il presidente della Commissione Bilancio in Consiglio comunale, Livio Vittorini, è il frutto di un lavoro continuo e coerente che ci consente oggi di guardare avanti con maggiore forza. Un Comune con i conti in ordine è un Comune più libero di investire, di programmare e di sostenere lo sviluppo del territorio».

Ma non mancano le polemiche politiche, in questo caso dalla federazione de Il Passo Possibile che, con i consiglieri comunali Emanuela Iorio, Elia Serpetti e Massimo Scimica, accusa l’amministrazione di «sbandierare un avanzo di amministrazione vicino ai 23 milioni di euro, ma omettendo di dire che oltre l’88% di quelle somme è accantonato o vincolato. Questo significa che gran parte di quelle risorse non è realmente disponibile per nuove politiche o investimenti».

Resta inoltre centrale il problema della riscossione. «Il Comune – proseguono – continua ad accertare entrate importanti ma fatica a incassarle pienamente, tanto da dover mantenere elevati accantonamenti sul Fondo crediti di dubbia esigibilità. È il segnale di una difficoltà strutturale che non può essere ignorata».

«Sempre sul tema dei numeri, riguardo i residui e gli investimenti, seppur va precisato che una parte rilevantissima delle somme residue riguarda la ricostruzione post-sisma, e quindi procedure che dipendono anche da tecnici, cittadini e iter complessi, resta gravoso il tema della ricostruzione pubblica e degli interventi direttamente legati alla capacità amministrativa degli enti pubblici tanto che troviamo un Fondo pluriennale vincolato superiore ai 207 milioni di euro e questo dato significa una cosa molto semplice: si continuano a rinviare spese e investimenti agli esercizi successivi. Il rischio concreto è che all’Aquila si continui più a propagandare che a realizzare».

«Il punto politico sostanziale è che una città non si misura solo dagli equilibri contabili. I cittadini giudicano dalla qualità dei servizi, dai tempi delle opere pubbliche e dalla capacità delle istituzioni di dare risposte concrete e, sotto questo aspetto, L’Aquila continua ad andare troppo lentamente», proseguono Iorio, Serpetti e Scimia.

«Non basta dire che i conti tornano, il nostro dovere è capire se il Comune funziona e oggi i dati ci dicono che la maggioranza, al governo cittadino da ben nove anni, ha strutturato una macchina che fatica a incassare, fatica a spendere, accumula risorse che non riusciamo a trasformare in servizi per i cittadini e dipende troppo dai trasferimenti esterni. Un documento contabile che, nell’esposizione di chi ci governa, assomiglia a certe narrazioni sulla città a cui siamo ormai abituati, dove tutto sembra andare benissimo finché non si esce dalle stanze di governo e si guarda fuori», concludono.